Quale è il vero motivo per cambiare lavoro?

Cambiare lavoro e l'insoddisfazione sono stati al centro del primo incontro della serie "Germogliare al freddo"

by Enzo Celli

Se é già da un po’ che ti senti insoddisfatto del tuo lavoro attuale, se ti stai interrogando sull’eventualità di cambiare lavoro o sei curioso riguardo al fenomeno della Great Resignation (nome dato al fenomeno del licenziamento di massa) sei arrivato sull’articolo giusto.

Infatti in questo articolo esploreremo approfonditamente il tema del cambiare lavoro, come?

  • Conoscerai, le 4 domande più 1 per capire se vuoi davvero cambiare lavoro
  • Conoscerai, i 5 passi per trasformare il percepito (sogno) in realtà 
  • Conoscerai, i 3 motivi per capire perché le Coaching Skills sono quello di cui hai bisogno
  • Conoscerai, i 3 passaggi necessari per scegliere di cambiare
 
 

4 domande più 1 per capire se vuoi davvero cambiare lavoro

Negli USA la cultura del lavoro è molto diversa da quella Italiana. Lo stesso vale per il concetto di fallimento.

Qui fallire è normale, non è un grande problema per la cultura Americana accettare che le cose possano cambiare o andare storte. In questo senso anche cambiare lavoro fa parte della mentalità, forse perché tutti possono essere licenziati in qualsiasi momento (non esistono tutte le tutele che ci sono in Italia).

Questo contesto veicola più facilmente un’apertura al cambiamento che di solito è sempre percepito come un miglioramento.

Ora rispondi a queste 4 domande più una per capire se anche tu sei incline a cambiare la tua condizione lavorativa:

  1. Vorresti poter migliorare la tua condizione lavorativa? 
  2. Supponiamo che tu sia soddisfatto… non vorresti comunque rimediare a quelle cose che senti possono essere migliorate?
  3. Vorresti migliorare solo il tuo lavoro o tutto il tuo stile di vita?
  4. Vorresti lavorare ancora di più per guadagnare più denaro, o vorresti creare un bilanciamento più organico tra tempo lavorato, guadagno ottenuto e stress prodotto per raggiungere quel guadagno?

Provo a formulare l’ultima domanda ponendola da un’altra prospettiva.

Non vorresti creare un’esperienza di vita appagante? E che realizzi questo appagamento attraverso un senso di completezza personale? Completezza attraverso la quale acquisire un forte senso di realizzazione di te in questa vita?

Bene se hai risposto positivamente alla maggior parte delle domande vuol dire che sei naturalmente orientato verso un cambiamento e ci sta che tu ti possa sentire disorientato (e perché no, spaventato)…

Cerchiamo quindi di capire meglio la situazione.

A causa della pandemia la Great Resignation è arrivata anche  in Italia, ma cerchiamo di capire perché.

La pandemia è stata un acceleratore, questo acceleratore, messo in relazione con la nostra impreparazione a gestire quest’evento, ha amplificato il nostro percepire le emozioni, soprattutto quelle inerenti un disagio.

A questo punto tutti noi fisiamo trovati davanti due opzioni: Accettare o Rifiutare questo percepito.

  • Rifiutare il percepito

Diciamoci le cose come stanno: negare il percepito vuol dire negare la vita, se siete tra questi siete sul blog sbagliato (ma è anche vero che se avete letto fin qui è evidente che non siete tra questi).

Non possiamo non accettare quello che ci muove profondamente, di li a poco il rifiuto renderà la nostra vita un inferno. Se la psicosomatica ci mette lo zampino (e di solito lo fa) potremmo addirittura ammalarci.

Qui passiamo alla seconda ipotesi…

  • Accettare il percepito

Sempre più persone mi contattano perché vogliono cambiare lavoro, poco dopo aver iniziato con il nostro processo scoprono che in realtà non solo vogliono cambiare lavoro, vogliono cambiare vita.

Cambiare vita vuol dire vivere meglio, Vivere meglio cosa? Il lavoro? 

No! Tutto!

Ma siccome gli affetti sono di base “intoccabili” pensiamo che  il cambiamento debba passare per il lavoro.

Il lavoro diventa quindi il primo passo verso il raggiungimento di uno stile di vita che mi permette di vivere meglio. Uno stile di vita che, come avete detto voi stessi nelle riposte delle domande di inizio articolo, sia l’equilibro tra tempo lavorato, guadagno ottenuto e stress prodotto per raggiungere quel guadagno.

 

 

Come fare a trasformare il percepito (sogno) in realtà

Prima di tutto bisogna diventare dei bravi sognatori e i sognatori migliori sono realistici. Ed essere realistico, quindi tradurre un sogno i realtà passa PER FORZA attraverso l’AGIRE.

Ecco i 5 punti che traducono il sognare nell’agire:

  1. Scopri chi vuoi diventare. Devi aver chiara la meta. Fuggire da non vuol dire diventare qualcosa. 
  2. Impara a correggere. Bisogna acquisire e sviluppare le capacità di analisi e correzione delle strategie che metti in campo.
  3. Trova il tuo branco. Aggregati, trova anche online risorse ch possano essere efficaci ma sopratutto affini alla tua sensibilità
  4. Diventa il tuo Coach. Questo non vuol dire che devi saper fare tutto da solo, anzi. Devi essere in grado di riconoscere i mezzi che hai a tua disposizione ma soprattutto di sapere dove ed a chi chiedere per acquisire ciò che ti manca.
  5. Sposta il focus dallo sforzo ai risultati.  C’è un detto che narra: “Chi  meno spende più spreca”. Non cercare di economizzare troppo il processo. Il focus è il risultato, non perderti nei formalismi. Assicurati quello di cui hai bisogno. 

 


Perché le Coaching skill sono quello che ti serve

Diventare il coach di te stesso di aiuterà prima di tutto a:

  • Comunicare meglio. Comunicare vuol dire farsi capire, ed il capire è dinamico. Non puoi non capire se vuoi essere capito (“Non puoi comunicare senza comprendere” sarà il tema di uno degli incontri di Germogliare al freddo, segui la nostra pagina Instagram per non perderlo) 
  • Imparare a sperimentare. Imparare a sperimentare vuol dire creare indipendenza, facoltà chiave per la ricerca del nuovo lavoro (Le aziende più innovative infatti incoraggiano i propri dipendenti a lavorare in autonomia, a sperimentare.)
  • Impari a sbagliare. Imparando come analizzare gli esiti prodotti dai vari eventi imparerai a trovare nuove forme per avere risultati più efficaci.
  • Come prendere una decisione efficace

Quindi, come si prende una buona decisione rispetto al cambiare la propria vita?

L’ispirazione è fondamentale. Se senti che è la cosa giusta, fallo. 

In che modo? Te lo faccio spiegare in 3 punti da Anthony Robbins:

  1. Prendi la tua decisione mentre sei in uno stato di ispirazione. Decidi nel momento di picco.
  2. Impegnati nei confronti di questa decisione e metti da parte tutto ciò che può entrare in conflitto con essa. Compromettiti addirittura prendendo un impegno con qualcuno. Dichiara il tuo intento. Fatti aiutare da un professionista.
  3. Sii risoluto. Quello che hai deciso lo hai anche stabilito. Entra subito nell’ottica che è solo una questione di tempo prima che si realizzi.

Essere determinato, risoluto ti pone in uno stadio di efficacia. Ti porta a contatto con la consapevolezza. Quando sei determinato e risoluto hai solo bisogno di trovare i mezzi che ti condurranno a destinazione e credimi, anche se ora non può sembrarti così, trovare i mezzi è il problema che si risolverà prima.

 

 

Pensieri Finali

A volte veniamo chiamati a migliorare la nostra vita attraverso delle ispirazioni. Spesso queste ispirazioni ci sembrano troppo grandi e questa stessa grandezza può provocare della solitudine.

Quello che succede è che la paura di affrontare questi passaggi ci relega ad uno stadio di vita più basso di quello che davvero meritiamo. La prima cosa da fare è combattere questa solitudine, aggregarsi, trovare il proprio branco.

Da questa settimana fino alla fine di Novembre sto tenendo una serie di incerti gratuiti su vari temi di crescita sensibile, il prossimo sarà mercoledì 28 Settembre alle 21:00, live sul mio canale Instagram. Tema dell’incontro “Trasformazione e Cambiamento, Scopo e Obiettivo. Cerchiamo di capirci qualcosa”. Non esitare, vieni anche tu… raggiungi il tuo branco.

Leggi anche Sappiamo davvero che vuol dire crescita?

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