Comunicazione Efficace

Comunicazione efficace: 10 consigli da applicare in una conversazione difficile

non si può prendere come riferimento qualcuno che parla senza tenere conto dell’interazione con chi ha di fronte

by Enzo Celli

Qualche tempo fa, una persona che seguo e che ammiro, parlando di comunicazione efficace ha portato ad esempio una nuova categoria di comunicatori che potrebbe aiutare o addirittura ispirare nell’apprendimento della difficile arte di farsi comprendere. 

Questa categoria è quella degli YouTuber. 

Questa cosa mi ha spinto ad una approfondita riflessione, perché onestamente lo stile comunicativo di uno YouTuber e per me una delle cose più distanti dall’arte del farsi comprendere. 

Nel senso che non si può prendere come riferimento qualcuno che parla senza tenere conto dell’interazione con chi ha di fronte. 

Questo la dice lunga sul concetto che sta alla base di molti corsi di comunicazione degli ultimi anni.

Indubbiamente, negli ultimi anni, comunicare è diventato sempre più difficile, anche a causa di distanziamenti, mascherine e dispositivi vari di protezione personale. Abbiamo dovuto sviluppare la capacità di comunicare a distanza attraverso uno schermo, abbiamo dovuto migliorare la nostra capacità di scrivere e-mail, abbiamo dovuto sviluppare la capacità di sostenere il nostro valore personale da remoto. 

In altre parole negli ultimi anni abbiamo dovuto ripensare e ristrutturare una capacità che, diciamocelo francamente, anche prima non era tra le migliori a nostra disposizione, quella della comunicazione.

Personalmente credo che tutto questo sforzo profuso nel tentativo di essere compresi ci ha sviato ancora di più dalla necessità di comprendere. 

Sta di fatto, e non possiamo nascondercelo, che molti dei corsi di comunicazione efficace degli ultimi anni erano orientati ad una efficacia della prestazione verbale più che della comprensione dell’altro. 

Gli obiettivi principali di molti corsi di comunicazione erano quelli di portare a casa un risultato più che di creare un punto di contatto con l’altro, dimenticando che nel verbo comunicare è presente la desinenza cum  che vuol dire insieme.

Io quindi voglio partire proprio dalla comprensione, da quella capacità importantissima e vitale di riuscire a comprendere l’altro per non cadere nell’equivoco di darlo per scontato.

Sai come me che non è mai facile farsi carico di affrontare temi o situazioni difficili, è anche vero che una difficoltà rimandata diventa una difficoltà decuplicata, e quindi necessario trovare una forma efficace per affrontare quei momenti e quelle conversazioni che in realtà tutti noi preferiremmo evitare. Non è sicuramente piacevole, ma nel far bene le cose difficili che ritroviamo e riscopriamo noi stessi.

Voglio quindi partire condividendo con te 10 semplici considerazioni che ti possono venire in aiuto ogni volta che devi affrontare una conversazione difficile.


  1. Ascolta per ascoltare: mentre la persona ti parla non ascoltare mentre ti poni già il problema di cosa devi rispondere. Nessuno ti chiede una risposta in contro-tempo. Nessuno ti chiede di dover fornire risposte senza ragionare. Ascolta il tuo interlocutore come semplice atto di ascolto, scoprirai che molte volte la risposta che stai cercando è nelle parole stesse della persona che ti sta parlando. 
  2. Scegli un terreno nuovo: questo è un consiglio che do soprattutto alle coppie in crisi. Se per anni avete affrontato la vostra discussione, il vostro parlare, sempre sullo stesso terreno, magari quel terreno oggi è diventato scivoloso, calpestato da troppi passi. Se il terreno sul quale avete misurato il vostro dialogo non ha portato risultati vincenti finora perché dovrebbe farlo adesso? Cambia terreno, crea l’evento. Quando devi comunicare qualcosa e vuoi essere sicuro di essere ascoltato crea l’evento dell’ascolto. Da un appuntamento nuovo in un luogo diverso dal solito alla persona con cui vuoi parlare. Crea il momentum, fa in modo che la persona alla quale devi parlare intuisca da subito l’importanza dell’evento che si sta per verificare.
  3. Prosegui in linea retta: i problemi vanno affrontati per quello che rappresentano, un problema. Non trasformare questo momento in una resa dei conti. Se vuoi accertarti di risolvere una questione lavora su quella questione, risolverai le dinamiche che ci sono alle spalle in un secondo momento. Non serve a nulla puntare il dito su comportamenti altrui se non sono questi il nocciolo del problema. Avrai modo di gestire i comportamenti dopo. In altre parole non girare troppo attorno il problema, vai dritto al sodo. Possibilmente cerca il modo per rendere la conversazione confortevole per entrambi.
  4. L’emozione è un fatto: non dimenticare che tutti noi proviamo emozioni, queste emozioni sono uguali per tutti al netto delle nostre differenze. Non sottovalutare l’impatto emotivo durante una conversazione. L’emozione può essere un’opportunità per entrambi, può suggerirti sfumature o mostrarti i dettagli che potresti ignorare. Evita ogni tentazione di colpire l’altro, come ho già detto, ascolta per ascoltare. Diminuisci la distanza invece di aumentarla.
  5. Va oltre le colpe: molte volte ci impantaniamo nel tentativo inutile di capire chi ha ragione e chi ha torto, rimanere a questo stadio è inutile nonché infantile. Non dimenticare che quando il tuo interlocutore ti dà ragione lo fa compiendo un passo indietro, crea una distanza, si allontana chiudendo. Indipendentemente dal fatto di avere ragione giustamente o ingiustamente, il tuo interlocutore si distanzia ogni volta che ti riconosce questo traguardo premiato con una medaglia di legno.
  6. Empatia prima di tutto: cerca di comprendere i sentimenti che esprime l’altra persona, soprattutto se sono negativi. Non metterli in discussione. Cerca di capire perché l’altro esprime questo sentimento. Cerca di fare domande in modo tale che l’altra persona possa esprimere al meglio ciò che prova. Piccola nota a margine, probabilmente molte volte hai sentito dire di non usare il termine “non hai capito” piuttosto che “mi sono espresso male”. Questo consiglio si dà proprio per una questione empatica, infatti ogni volta che tu usi il non ho capito comunichi la totale assenza di empatia con il tuo interlocutore.
  7. Parafrasa: soprattutto se sei nel dubbio, ogni qualvolta che una persona ha espresso il suo pensiero, prova a parafrasare quello che ho detto. Questo è un semplice atto che aiuterà te nel confermarti di aver capito bene e farà sentire al tuo interlocutore di essere stato ascoltato.
  8. Chiedi: fa domande: cerca di andare al nocciolo della questione, cerca di capire perché ti vengono dette delle cose. Accade spesso che il problema da risolvere è soltanto la punta di uno spillo rappresentato da un problema più grande. Se non intuisci qual è il problema di base sarà difficile trovare un’interpretazione per risolvere la questione.
  9. Evita di dare consigli: di solito la risoluzione di un problema è a metà distanza tra i due interlocutori. Questa distanza aumenta ogni volta che uno dei due tenta di consigliare all’altro come fare. 
  10. Lascia parlare: assicurati che il tuo interlocutore possa esprimere il suo pensiero. Vai alla ricerca di un ascolto attivo e soprattutto fa in modo che entrambi possiate esprimere la vostra posizione sufficientemente a. Quando ti esprimi fallo chiaramente mostrando empatia  cercando di esprimere al meglio ciò che provi e ciò che ritieni sia giusto per te.


Ecco, e proprio in questo ultimo passaggio, quello di lascio esprimere ed esprimere al meglio ciò che riteniamo giusto per noi, troviamo la chiave di volta per capire qual è lo stile da adottare per farsi di essere chiari ma anche risoluti.

Kalipè

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