Ritrovare le tue radici: il punto da cui puoi crescere in qualsiasi direzione
Radicamento -Orbo Novo

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C’è un tema che nell’ultimo anno sembra echeggia spesso. Risuona, rimbomba, e sempre di più ne sento parlare. Colleghi, amici, parenti, in diverse forme, con diverse parole, in modalità differenti, mi parlano delle radici. Un tema ampio e a volte ostile, che sento avere la necessità di uno spazio.

L’esperienza nel corpo e nella danza mi ha permesso di incarnare ciò che si definisce radicamento, e ho scoperto che la direzione della crescita non è mai la prima scelta da fare.
Prima di tutto c’è il radicamento.

La crescita non è un movimento lineare ma un movimento arboreo: si espande, si apre, devia, ritorna, si allunga, cade, si rialza.
E tutto questo è possibile solo perché, sotto, esiste un sistema di radici che tiene insieme la storia, il corpo, la memoria, l’identità e l’esperienza.

Prima di sapere dove vuoi andare, serve ricordare da dove parti; prima di allungarti verso il cielo, senti cosa ti sostiene.
Prima di immaginare tutte le strade che potresti prendere, ascolta quel punto da cui nasce il tuo sì alla vita.

E tu, dove affondi le radici?

Non è una domanda teorica. È molto pratica e concreta. È una domanda che vibra nel corpo, se ti fermi un momento, proprio ora, dove senti stabilità?
Dove senti casa?
Qual è il punto del tuo corpo in cui senti di poter “appoggiare” l’intero peso della tua storia senza cadere?

 

Radici che non si vedono, ma decidono tutto

Le radici si sviluppano nel buio, sono quella parte che non vediamo se non iniziamo a scavare, ma se osserviamo un albero e la sua crescita possiamo immaginare quanto possa essere radicato. Mettere le mani nelle radici non è sempre piacevole, anzi, sono sporche, umide, aggrovigliate, piene di insetti e muffe. Eppure sono parte fondamentale di noi, è da li, da quel luogo che prendiamo nutrimento e stabilità. È grazie a loro che possiamo aprirci verso il mondo, occupare uno spazio e germogliare.
Le radici lavorano nel buio e non competono con la luce. Ascoltano l’umido della terra, accolgono il silenzio e con un movimento potente si fanno spazio. Come per gli alberi anche per noi il lavoro più importante è quello che nessuno vede. Curi le tue radici quando ti fermi e ti chiedi cosa vuoi davvero, quando ascolti la stanchezza, quando riconosci che non puoi crescere ovunque, che non puoi stare ovunque e ammetti che per aprirti devi prima sentirti al sicuro.
Questo è preparare la terra.

Nella danza e nel movimento, lo sappiamo bene:
non puoi saltare se prima non senti l’appoggio.
Non puoi aprirti se prima non senti il centro.
Non puoi espanderti se prima non senti una base che regge.

E allora forse la domanda non è “In quale direzione voglio crescere?” ma piuttosto “Cosa sostiene la mia crescita?”

 

Senza radici, si diventa fragili

Quando ci sentiamo persi, senza sapere dove stiamo andando e soprattutto perché lo stiamo facendo, ci appare tutto precario. In quei momenti non sai dove sei. Molto spesso questa fragilità non nasce dal non sapere cosa vuoi fare della tua vita, ma dal non sapere e non sentire da dove stai partendo. Puoi anche correre tanto, puoi cambiare lavoro, città, relazioni, puoi riempire l’agenda, iniziare nuovi progetti, reinventarti mille volte, ma senza radici ti senti dispersa, cambi direzione a ogni vento, ti basta uno sguardo storto per farti dubitare, ti affidi all’esterno per sentirti valida, ti perdi nelle aspettative degli altri.

Le radici sono la tua autodefinizione. Sono il tuo “io sono” prima di ogni ruolo.

 

Ritrovare le radici significa tornare nel corpo

La questione fondamentale è che le radici non si pensano: si sentono. Puoi leggere libri sulla crescita personale, puoi riempirti di buoni propositi, puoi sforzarti di essere più forte, più centrata, più consapevole. Ma finché non ritorni al corpo, rimani sospesa. È nel corpo che puoi assistere al cambiamento, è lì che trovi la stabilità. Il corpo ti ricorda chi sei, ti riporta al presente, ti offre una geografia interna che ti serve per orientarti, dandoti appoggi reali e non idealizzati.

Quando ritrovi le radici appoggia entrambi i piedi per terra e senti la gravità, il respiro si ampia, le spalle si appoggiano sulla gabbia toracica e sentono il sostegno. In questo modo puoi sentire dove si accumulano le tensioni e lì puoi portare il respiro.

 

Le radici non sono un limite: sono un trampolino

Molti confondono il radicamento con il blocco, con la stasi, con la staticità, con l’immobilità. Ma non è così poiché una pianta radicata non è ferma: è sostenuta.
Ed è proprio perché è sostenuta che può crescere in qualsiasi direzione.

Le radici permettono di poter deviare ed esplorare senza perdersi, di prendere spazio senza paura.

Ci sono due modi diversi per vivere la crescita: una più sovraccarica, con urgenza, mossa al fare che nasce dal bisogno di dimostrare. L’altra invece è una crescita radicata, al ritmo giusto, vissuta nel sentire e nasce dal desiderio di esprimere. Sono due mondi completamente differenti.

 

Domande che riportano alla tua radice

Prova a lasciarle risuonare, senza fretta:

  • In quale luogo, interno o esterno, sento davvero casa?
  • Quale gesto mi riporta immediatamente a me stessa?
  • Da cosa mi sento sostenuta nella vita?
  • Cosa mi nutre, non cosa mi distrae?
  • Quale valore non potrei mai tradire?
  • Sto crescendo verso la luce o sto solo scappando dall’ombra?

Come ricordo sempre, non c’è una risposta giusta, c’è solo una risposta vera.

 

Crescere verso l’alto, crescere verso il dentro

Ripercorrendo quanto detto fin qui si può quindi supporre che la crescita non è diventare più grandi, ma probabilmente è diventare più profondi.

Forse non è aggiungere, ma tornare a un punto da cui poter finalmente espandersi senza paura.

E puoi sentirlo, viverlo, quando il tuo corpo si ammorbidisce e la mente si chiarifica. E quando ritrovi le radici le scelte diventano più semplici, i desideri si rivelano con autenticità e la direzione si manifesta da sola. Perché la crescita non è un progetto da portare a termine ma un processo da esplorare.

E ogni processo inizia da sotto, da dentro.

Tu puoi crescere ovunque.
Ma cresci bene solo quando torni a casa in te.

 

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