Perché è impostante praticare la gratitudine

by Enzo Celli

Sempre più spesso sentiamo parlare di quanto sia importante la gratitudine, ma ci siamo mai chiesti perché? Essere grati ci mette al riparo da tutto ciò che di peggio c’è nella vita. Infatti la frustrazione, la negatività sono di per sé degli attivatori più forti rispetto alla positività ed al benessere.

È infatti normale avere la tendenza a dare il benessere per scontato. Bisogna però ricordare che questo di per sé non è una regola. Dolore, sofferenza, sono parte della vita e parte della nostra quotidianità esattamente come lo sono la felicità e la gioia.

Essere grati è importante perché stabilisce un atto, un atto volontario. Essere grati ci spinge a cercare ciò che di bello abbiamo nella nostra vita, non solo, l’esercizio della gratitudine ci aiuta ad individuare i dettagli di questa bellezza, e lo fa proprio partendo da ciò che è normale. 

Perché se è vero che è facile provare gratitudine per qualche cosa di nuovo che riceviamo, non sempre è facile essere grati per le persone e le cose che sono presenti ogni giorno nella nostra vita.

Essere grati vuol dire guardare il mondo con occhi nuovi, con occhi limpidi.

Essere grati ci dona l’opportunità di guardare ciò che compone la nostra vita con una luce nuova, ci dona l’opportunità di ricostruire ogni giorno il nostro quotidiano.

Molti studi hanno provato la relazione tra gratitudine e resilienza, come l’impossibilità di provare paura quando si è grati.

Impariamo quindi a dire grazie, e proviamo a farlo ad un livello superiore. Impariamo ad istaurare un nuovo senso di gratitudine, non soltanto per qualcosa di più alto, per la vita, o il caso, ma proviamo a dire grazie anche alle persone che ci sono vicino, quelle che condividono con noi il cammino della nostra vita, che condividono con noi il quotidiano.

Ne riceveremo indietro un benessere che sicuramente in questo momento sottovalutiamo.

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