Collisioni

by Davide Rossi

Ogni tanto vi ripenso, ragazze e ragazzi delle altre sezioni della mia scuola. Eravate bellissimi. Appartenevate ad un universo parallelo in cui tutto era possibile. Un mondo nel quale le leggi nostre della fisica, del caso e della felicità, andavano a braccetto a farsi benedire. Un altrove sorridente, uno spazio bianco pieno di semplicità, un abisso misterioso denso di possibilità infinite.

Vi scrutavo dall’osservatorio della mia classe e vivevo così una sensazione costante di vertigine e curiosità. Ero Galileo che guardava il Sole al centro di tutto e non poteva dirlo. Ero Giordano Bruno difronte all’infinito degli universi infiniti ma stavolta in silenzio, a sorridere sornione e godersi da solo tutta la scoperta.

Ma a chi vuoi andare a rivelarle certe meraviglie? Nel nostro piccolo universo limitato eravamo tutti assorti a vivere il nostro piccolo universo limitato. Ansia, nervosismi, incomprensione, amore solo dentro. Un universo da catena di montaggio Italsider. Studiare, ripetere, ripassare, vestirsi, scuola, sudore freddo, pulsazioni, inverno che fuori piove, interrogazione, prestazione, acqua sui vetri, campanella, casa. Altri ci prendevano addirittura il pullman. Ogni giorno, andata e poi ritorno. Dolore e non un ottimo odore.

Dalla cattedra del nostro piccolo universo limitato alcuni giorni volavano urla, a volte libri, oppure sarcasmo, ma anche libidine, oppure “datemi il corriere” (dello sport) e poi attendere due ore di non-lezione.

Ogni tanto vi ripenso ragazze e ragazzi delle altre sezioni della mia scuola. Eravate così vicini. Avrei potuto anche toccarvi, soprattutto le ragazze avrei voluto. Salvo rare questioni ancora oggi irrisolte ognuno si immaginava con una ragazza dell’universo B, C, D sino a quelle acqua e sapone di incompresa bellezza, regine degli universi più distanti: le sezioni “succursali”. Che nome di merda! Che meraviglia! Una scuola chiamata “succursale”. Che fantasia! Che schifo da burocrati ufficio regionale provinciale comprensoriale segretario associato registro personale ata dirigente consiglio preside vice preside ora di buco supplente cattedra di ruolo plesso distaccamento accorpamento doppio lavoro commercialista aumento retributivo sciopero personale docente e non docente. Ma che bello!

Eravate vicini ed eterei, impalpabili come angeli. Ci lanciavamo ogni volta sguardi di curiosità, soprattutto nel quarto d’ora d’aria, nei corridoi brulicanti di ormoni e occhi bassi quando avresti dovuto alzarli. Ma soprattutto non ci parlavamo ed avremmo dovuto. Al cambio d’ora avrei potuto inviare degli esploratori o quantomeno una sonda, e voi avreste potuto nasconderla nelle ultime file delle ultime ore, che magari anche da voi, in quella bolla spazio–temporale, non succedeva più niente. Ed allora si, avrei potuto capire. Avrei decifrato, da quel segnale pulsante, la vostra felicità. Magari ridimensionarla un poco, ma accertarmi che era comunque vera, non un sogno, non una teoria in cerca di conferme disperate, ma solo e semplicemente splendida realtà alternativa.

Ogni tanto vi ripenso nelle gite, quando finalmente gli universi nostri collidevano, attratti dalla forza che ancor’oggi e per sempre tutto move, quando interi ammassi stellari e nebulose sconfinate diventavano tutt’uno, opponendo nuove forme al vuoto, inventando dal caos combinazioni colorate e bellissime, e che vorrei un giorno finalmente in volo tutte rivedere e per un attimo solo trattenere, nell’ultimo viaggio mio, come in un autobus tra Venezia e Gatteo a Mare.

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